Ragazzi che ansia! Forme e colori di questa emozione in arteterapia.

Esiste una paura buona, funzionale che ci aiuta ad evitare il pericolo e poi esiste l’ansia, che ci fa provare paura anche in circostanze di non pericolosità per la nostra vita.

Nella nostra società i disturbi d’ansia fanno il loro esordio purtroppo già nell’infanzia e nell’adolescenza, e di solito sembrano essere causati dallo stress legato agli impegni scolastici o sportivi.

Guardando meglio però ci si può rendere conto di come questo stato emotivo sia legato al desiderio di sentirsi amati e amabili: i ragazzi oggi sono investiti da aspettative molto alte da parte dei genitori, che li mettono spesso nella condizione di sentirsi in dovere di raggiungere la perfezione. Queste aspettative generano stress nel confronto con i pari e nel portare risultati ai genitori. 

L’ansia è il campanello d’allarme che ti dice : “non farlo!”, che mette in guardia dall’esporsi perché un eventuale errore potrebbe causare una frustrazione insostenibile e senso di vergogna. Così a volte ci si blocca e non si riescono ad affrontare gli impegni di ogni giorno.

I sintomi dello stato d’ansia potrebbero essere pianto e pensieri negativi, ma si può scoprire che anche quei mal di pancia o mal di testa e quella fatica a prendere sonno potrebbero esserne segnali nascosti.

L’Arteterapia

L’Arteterapia può essere d’aiuto in questi casi perché si propone come un’attività per la quale la prestazione non conta, non è valutata; nell’atelier di arteterapia i ragazzi possono sentirsi liberi di sperimentare tutti i materiali a disposizione, assecondando il proprio interesse e soprattutto il piacere che si prova nel manipolare, nel dare forma e colore ai pensieri.

L’Atelier

Stare in atelier significa prendersi il tempo per respirare, per elaborare in maniera personale e unica ciò che si vive fuori, nelle situazioni stressanti del quotidiano. Non vengono posti obiettivi che innescano il senso del dovere: le azioni e le scelte sono guidate dal desiderio e dal piacere di fare. Questo clima di accoglienza e di non giudizio crea condizioni favorevoli per poter lasciare un po’ la presa, per non sentire la pressione, per liberare la mente da pensieri opprimenti.
Restituire ai ragazzi la possibilità di sbagliare senza sentirsi falliti. accettare l’errore come parte fondamentale del viaggio, significa tornare a considerarli nella loro integrità di persone, e non valutarli per le loro prestazioni. I materiali dell’arte si offrono come strumenti per raccontare la parte più autentica di sé e per rendere visibili i pensieri, le preoccupazioni, i sogni. 

Soltanto accogliendo i vissuti più faticosi sarà possibile conoscerli meglio e dare loro una dimensione circoscritta, che non invada tutti gli ambiti della vita. In atelier questo si fa concretamente, lavorando proprio sull’emozione che diventa oggetto da manipolare.

L’Arteterapeuta

L’arteterapeuta è un compagno di viaggio che non giudica mai, che accoglie e aspetta, che instaura con l’utente una relazione di fiducia all’interno della quale sia possibile sentirsi al sicuro. Il viaggio si fa insieme e insieme si scoprono emozioni e pensieri e si dà loro un senso, per sentirsi più leggeri e per riuscire a guardare avanti con serenità.

Ragazzi che ansia! | Laura Muscarella – Associazione Psicosfere Bologna