Conferenza della rassegna Robe Da Matti 2019

morte dell’animale domestico. Come elaborare il lutto

Dopo la morte del nostro animale siamo catapultati in un viaggio personalissimo e triste. Preservare un ricordo affettuoso del nostro amico è meraviglioso e fa parte del processo di crescita. Ma rimanere attaccati al passato paralizza il presente e mina il futuro. Trovare un modo per prendersi amorevolmente cura di sé stessi nel bel mezzo del dolore e della solitudine sarà uno degli elementi più importanti del processo di guarigione. Lo shock e l’incredulità sono i momenti più dolorosi del processo. L’impegno diventa quindi quello di fornire un nuovo tipo di amore e attenzione non solo a noi stessi, ma anche ai nostri altri animali e alla famiglia. Se eravamo lontani al momento della dipartita troviamo particolarmente difficile accettare la realtà immediata e soprattutto in casi di incidente dell’animale il dolore è fortissimo. La fine orrenda di un legame così stretto è comunicata da un estraneo, che può apparire come il terzo incomodo in una relazione molto intima. C’è un senso di sbagliato, quasi come se il rapporto fosse stato profanato. La terribile notizia è spesso accolta con rabbia e rifiuto, ma anche risentimento nei confronti di chi la comunica. La maggior parte dei veterinari ne è consapevole per via dell’esperienza e del buonsenso.

In caso di evento nefasto, potremmo avere la sensazione di essere venuti meno alle nostre responsabilità, con relativo senso di colpa. Ma questo senso di fallimento spesso è solo una nostra invenzione. In una fase così difficile spesso il buon senso è offuscato dalla fragilità umana. Ci saranno sempre dei momenti in cui veniamo meno ai nostri doveri a causa di una molteplicità di circostanze che davvero possono andare oltre il nostro controllo o la nostra comprensione. In tal caso, il terribile senso di colpa da noi creato non è altro che l’urlo di un dolore che cerca in qualche modo uno sbocco. Di solito proviamo un terribile senso di colpa, pensiamo di essere venuti meno alle nostre responsabilità. Giustificati o meno che siano, questi sentimenti diventano una questione strettamente privata e personale, che tendiamo a seppellire nell’intimo. Spesso neppure i più cari amici e i membri della famiglia riescono a cogliere la profondità e la vastità del nostro lutto. Molti altri sentono il bisogno di autopunirsi con il senso di colpa. I veri problemi non sono né percepiti da loro, né capiti.

Ma la maggior parte di noi di tanto in tanto soffre della sindrome «non sono degno» (alcuni più di altri). È importante non sentirsi vittime per tutta la vita. È una percezione autodistruttiva, che fra l’altro non permette di guarire da un grave lutto. Ciò richiede un alto grado d’introspezione, che è anche un buon segnale di guarigione. E’ proprio quello che i nostri amati animali avrebbero voluto per noi.

Durante la serata si tratteranno le fasi del lutto dell’animale d’affezione, le emozioni e le difficoltà, le tecniche e le terapie psicologiche per affrontarle, in particolare L’EMDR.
Come comunicare ai bambini la perdita del nostro amico? Ne parleremo insieme
evento gratuito.
E’ gradita la prenotazione
D.ssa Maria Letizia Rotolo psicologa-psicoterapeuta tel: 3286852606, marialetizia.rotolo@hotmail.it
www.marialetizia.rotolo.it

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