Miti da sfatare sull’orgasmo

Dott.ssa Maria Letizia Rotolo, psicologa psicoterapeuta, sessuologa clinica
Miti da sfatare sull’orgasmo

I Miti da sfatare sull’orgasmo sono

  • L’orgasmo simultaneo da un piacere superiore di quello raggiunto separatamente.
  • L’orgasmo simultaneo è un elemento indispensabile per stabilire la compatibilità sessuale di una coppia.
  • Tutte le donne possono avere l’orgasmo durante la penetrazione vaginale.
  • Solo alcuni tipi di orgasmo contano davvero.

Altro mito: solo gli uomini hanno l’eiaculazione; niente può essere lontano dalla realtà. Esiste l’eiaculazione femminile. Alcune donne (meno del 10%) quando sono eccitate emettono una sostanza liquida che non è urina, ma è secreta dalle ghiandole che si trovano sui due lati dell’uretra. Le ghiandole di Skene sono le responsabili dell’eiaculazione femminile (squirting): sono piccole ghiandole che esercitano la funzione di espellere il liquido e di aumentare la lubrificazione della vagina. Presenti in tutte le donne, queste ghiandole non presentano uno sviluppo uguale per ciascuna di esse: qualcuna, infatti, presenta uno sviluppo maggiore per via di uno stimolo androgenico esercitato da un ormone maschile, presente in piccola quantità anche nel corpo femminile.

Sarebbe questa la motivazione dell’assenza, della maggiore o minore eiaculazione femminile, fenomeno riconosciuto nell’8/10% delle donne.

La stimolazione del punto G comporta una secrezione di liquido che può presentarsi in piccole dosi o in un forte getto, lo squirting, come conseguenza delle contrazioni muscolari che si sviluppano nelle strutture genitali durante l’orgasmo.

Poiché la fuoriuscita di tale secrezione si verifica attraverso l’uretra, cioè il tratto finale delle vie urinarie, frequentemente la donna lo confonde con l’urina.

Si tratta di un fenomeno se non sconosciuto, di certo sottovalutato sia dalle dirette interessate che dagli uomini.

Un mito da sfatare riguarda l’orgasmo multiplo, che in passato non si sapeva neanche bene cosa fosse, ma rientrava nelle aspettative comuni. E che dire dell’orgasmo simultaneo. Un vero e proprio bombardamento che spinse molte coppie a credere che solo se avessero scrupolosamente seguito determinate istruzioni, avrebbero scoperto la gioia di venire ogni volta che facevano l’amore. In realtà è un fenomeno molto cinematografico, i tempi dell’orgasmo maschile e femminile sono diversi, quindi è molto difficile da provare tale tipo di orgasmo.

Gli orgasmi al femminile
  1. Orgasmo clitorideo

È il più facile da raggiungere e anche l’unico mai provato per oltre il 90% delle donne.

Si ottiene attraverso la stimolazione del clitoride. Mani, lingua e sfregamento durante il coito. Qualunque sia la tecnica il risultato è quello che praticamente tutte le donne conoscono.

 

  1. Orgasmo vaginale o cervicale

La caratteristica fondamentale di questo tipo di orgasmo è che non avviene in una zona precisa come gli altri. L’orgasmo vaginale coinvolge la cervice (il collo dell’utero). C’è una grossa differenza tra l’orgasmo clitorideo e quello vaginale. Durante la stimolazione clitoridea l’utero si sposta verso l’alto e la vagina si allunga e si gonfia, preparandosi all’ingresso del pene. Quando l’orgasmo è vicino, si avverte una sensazione di schiacciamento e l’orifizio vaginale si rilascia. L’orgasmo vaginale coinvolge i plessi nervosi pelvico e ipogastrico mentre l’orgasmo clitorideo è legato alla stimolazione del nervo pedendo. Si spiega così la differenza di sensazioni.

Nell’orgasmo clitorideo si avverte una sensazione come di strappo e una sorta di risucchio. Mentre nell’orgasmo vaginale la sensazione è molto più diffusa.

È più intenso rispetto l’orgasmo da clitoride e si può raggiungere sia attraverso la penetrazione sia attraverso la stimolazione manuale.

 

  1. Orgasmo Simultaneo (Clitoride + vagina/cervice)

È il risultato della stimolazione simultanea sia della vagina/cervice che del clitoride. La complessità maggiore per l’uomo è sincronizzare i movimenti e regolare le due stimolazioni affinché entrambi i piaceri esplodano nello stesso momento. Richiede elevati doti tecniche e una perfetta sintonia dei partner.

 

Orgasmo del punto G

Gli orgasmi durante il coito e in totale assenza di stimolazione del clitoride sono spesso associati a quello che è comunemente noto come punto G. Il Punto G (si chiama così in onore al medico tedesco Grafenberg che per primo si accorse di questa diversificazione di tessuti) ha all’incirca le dimensioni di una monetina e si trova a circa della lunghezza del dito medio inserito in vagina, sopra l’osso pubico. La sua estensione aumenta con la stimolazione che se prolungata, può condurre alcune donne a un piacere molto potente. In altre può essere spiacevole, e per altre ancora questo punto tanto ricercato non esiste affatto.

 

  1. Orgasmo Multiplo

Lo si prova quando la donna ha orgasmi in maniera continuativa. A differenza dell’uomo la donna non ha bisogno di tempi di recupero per provare nuovi orgasmi (cosiddetto tempo refrattario).

Se la stimolazione continua la donna è in grado di provare una serie di orgasmi in breve successione, per alcune, anche di soli pochi secondi. È importante ricordare che per alcune donne dopo il raggiungimento dell’orgasmo le zone erogene diventano così sensibili che se la stimolazione continua possono provare una sensazione di fastidio o addirittura dolore. Non siamo tutti uguali.

 

  1. Orgasmo con Squirting (eiaculazione)

È un orgasmo così intenso e profondo che porta la donna a eiaculare. Senza dubbio il più potente fra tutti i tipi di orgasmo.

Il Piacere

Tra i Miti da sfatare sull’orgasmo c’è il piacere.
Il piacere si può distinguere in 4 categorie specifiche: quello fisico (che nasce dal corpo) n, quello sociale (che si prova insieme ad altre persone), quello psichico, il piacere emotivo che si prova quando s’intraprende una qualsiasi cosa per se stessi, e quello ideale che si prova quando si fruisce o si crea qualcosa sulla base di un ideale teorico, come comporre un brano musicale, girare un film, ecc.

In realtà questa nozione può essere adatta anche in campo sessuale. Tuttavia l’erotismo viene spesso visto come qualcosa che interessa la dimensione corporea. In realtà, gli studi in sessuologia ci mostrano come il piacere coinvolge tanto il corpo e il cervello, quindi è un fenomeno psicofisico. Oggi sembra un dato di fatto assodato, ma pensiamo alle nostre nonne: molte di loro pensavano che fosse naturale eccitarsi mentalmente?  Il sesso e il piacere è una questione soprattutto di testa. Quindi se siamo assolutamente libere da pregiudizi, potremmo vivere il sesso con pienezza. Ma se in realtà in fondo abbiamo una mentalità repressiva, quest’atteggiamento ci accompagnerà nella camera da letto.
Stimolare una confidenza con il corpo (nella donna il piacere è appreso è “ un giardino segreto da scoprire” difficilmente a 20 anni avremmo la stessa capacità orgasmica che a 30) e imparare ad essere nel rapporto con il compagno seduttiva, sessuale ea anche un po’ tenera- materna ci permette di godere a 360°. La donna dopo i 30 anni ha una confidenza con il proprio corpo e con la propria sessualità che continua a crescere. L’uomo ha la maggiore capacità orgasmica a 19 anni, ma è improbabile che sia un ottimo amante a quell’età.

Le donne per essere aiutate a raggiungere l’orgasmo dovrebbero sgombrare la mente, comunicare con il partner, aprire i canali dell’erotismo e considerare il fatto che la noia distrugge l’intimità. Non portarsi a casa i problemi, essere spontanea, sedurre l’uomo perché gli uomini adorano essere eccitati, ma anche è importante da parte di un uomo rilassare la donna, con un massaggio, dedicando tempo ed energia. Darle attenzioni che la fanno sentire speciale. Nel sesso è fondamentale la comunicazione, quindi coltivate le vostre passioni, il lavoro e gli hobby, ma trovate il tempo, da dedicare sotto le lenzuola. E non sia la mezz’oretta domenicale, il piacere richiede tempo e non vuole pensieri, anche nell’autoerotismo. Nell’autoerotismo possono essere utili le fantasie.

Il proprio compagno. Lasciarlo libero, ma non troppo, nel senso di trovare un compromesso tra indipendenza e senso del noi, della coppia. No comunque alla dipendenza affettiva.

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