Critico interiore, senso di inadeguatezza, senso di colpa, auto-sabotaggoio, sono solo alcuni degli appellativi che descrivono pensieri disturbanti e invalidanti che ci condizionano, limitando la nostra libertà e la nostra felicità. Pensieri come: “non ce la puoi fare”, “non sei abbastanza”, “non te lo meriti!”, “è colpa tua”, “sei un peso”, sono voci interiori invalidanti che erroneamente ci fanno pensare di non poter accedere a qualcosa di migliore per noi stessi e per la nostra vita. Purtroppo, spesso non è sufficiente pensare semplicemente che tali voci non siano vere per neutralizzarne gli effetti, ma è necessario imparare a dialogarcisi, accoglierle e comprenderle per trasformarle.

La compassione verso se stessi si può definire come: la capacità di osservarsi ed ascoltarsi con attitudine amorevole, senza giudizio critico, rimanendo in contatto con le proprie emozioni, accogliendole senza la necessità di difese. Darsi la possibilità di gioire per le cose belle e perdonarsi per i momenti difficili della vita.

Il concetto di compassione ha radici molto antiche in diverse tradizioni filosofiche e spirituali di oriente e occidente e la possibilità di comprendere come rivolgere a sé stessi uno sguardo amorevole, rappresenta il regalo più bello che ci si possa fare, che garantisce serenità, tono dell’umore alto ed una stima positiva di sé.

Questi i concetti protagonisti di questo incontro.

Organizzatore

Vannini Diana Psicologa, Psicoterapeuta