Regole e punizioni in classe e a casa. Sbagliando si impara…

“Non sappiamo piu’ cosa fare con quel ragazzo/bambino!”

Frasi simili sono proferite sia dai genitori che dai docenti e dalle autorità scolastiche.
I bambini ed i ragazzi di oggi sono più portati all’autoaffermazione, hanno una maggiore espressione di sè e dei propri desideri/bisogni (anche se a volte scomposta e non regolamentata); mettono più alla prova la capacità di tenuta emotiva degli educatori (genitori, insegnanti) che talvolta, stanchi, si trovano a rispondere con un atteggiamento che  oscilla spesso fra i due estremi.

Sanzionare in modo pesante e forse anche aggressivo, oppure lasciar correre?

Rinunciare ad assumere le responsabilità, la colpevolizzazione e il moralismo, la superficialità e la frammentazione; venendo meno un’autentica capacità di contatto e di sostegno perché scaturite dalle resistenze a riconoscere e ad analizzare le nostre emozioni personali emerse nel rapporto con i ragazzi; in quanto vengono chiamate in causa le nostre parti fragili ed irrisolte.

In questo seminario prenderemo spunto per riflettere sui vissuti degli adulti leggendo i significati sottesi alle condotte adolescenziali.

L’incontro tra due persone racchiude sempre in sé, potenzialmente, una ricchezza, che può essere scoperta e condivisa se esiste una positiva tensione a cercarla e riconoscerla senza preclusioni e rigidità.

Nell’adolescente, per quanto celato dietro a difese e atteggiamenti contraddittori, esiste un profondo bisogno di incontrare l’adulto.
Se, questi, a sua volta, investe di desiderio tele incontro, consente all’adolescente di fruirne per andare verso la crescita e l’autorealizzazione di sé.

All’adulto, in qualità di docente o di genitore, non resta che far uso della sua vera arma: la sua personalità, la sua autorevolezza, il rispetto che suscita, ma soprattutto la relazione e il dialogo.

“La fermezza, la sicurezza e l’amore” sono ciò che conta, altrimenti qualsiasi punizione non conta.

D.ssa Roda Elisa