L’infanzia è quel periodo di vita che costituisce l’esempio più centrato per mostrare come sia complesso comprendere lo stato d’ansia. Nel bambino lo sviluppo neurologico e biologico non è ancora completato, non ha ancora raggiunto il suo apice. I cambiamenti nei bambini sono veloci e alcune ansie e paure sono parte inevitabile e indispensabile dello sviluppo. Di per sé le tappe dello sviluppo costituiscono fonte di ansia, eppure anche nei bambini l’ansia arriva ad essere segnale di preoccupazione, disagio, disturbo.
Ogni fase del ciclo di vita dell’essere umano presuppone un momento di crisi e di cambiamento e come tale stati di ansia, così ogni tappa evolutiva, dall’infanzia alla senilità, porta con sé ansie e paure tipiche. Spesso è difficile dare nome all’ansia, distinguerla da altre emozioni, e può essere altrettanto difficile comprendere se il proprio stato d’ansia è legato ai cambiamenti specifici per la fase di vita che si sta attraversando o se appartiene a un disagio più ampio o a un quadro psicopatologico. Di certo l’ansia è anche un segnale che è in atto un conflitto interiore e c’è bisogno di trovare un nuovo equilibrio per se stessi.